Lavoro e Imprese

La Lombardia scommette sul distretto manifatturiero unico del Nord

today3 Settembre 2026 22

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Strategia condivisa della ‘Cabina di Regia delle Regioni’ su politiche industriali

Non una semplice interlocuzione tra territori, ma il tentativo di costruire una voce comune del sistema economico e produttivo del Nord. Emilia-Romagna , Liguria , Lombardia , Piemonte e Veneto avviano una nuova fase di collaborazione attraverso una ‘Cabina di Regia delle Regioni del Nord’, con l’obiettivo di coordinare le rispettive politiche economiche e industriali e, soprattutto, di rendere più strutturato ed efficace il confronto con il Governo e con la Commissione europea.

La ‘Cabina di Regia delle Regioni del Nord’ avviano una nuova fase di collaborazione

La costituzione della Cabina di Regia arriva dopo l’incontro del 30 giugno a Milano tra gli assessori allo Sviluppo economico delle cinque Regioni: Vincenzo Colla (Regione Emilia-Romagna), Alessio Piana (Liguria), Guido Guidesi (Lombardia), Andrea Tronzano (Piemonte), e Massimo Bitonci (Veneto).

Un confronto che ha consentito di entrare nel merito delle questioni sulle quali i territori stanno già lavorando e che, proprio per la loro rilevanza strategica , possono essere affrontate con una prospettiva comune.

L’obiettivo: il Distretto unico della manifattura del Nord

Nella giornata del 3 settembre 2026, a Torino, nel Palazzo della Regione Piemonte, la Cabina di regia ha lanciato la grande scommessa su cui si lavorerà da subito: l’istituzione del Distretto unico della manifattura del Nord capace di relazionarsi con l’Europa e con il Paese tanto da auspicare di poter contribuire alle prossime decisioni della Commissione europea e del Governo italiano.

La posta in gioco è significativa.

Nel loro insieme, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto rappresentano una componente del sistema economico italiano che contribuisce a più della metà del Pil nazionale.

Un peso economico che, nelle intenzioni dei promotori della Cabina di Regia, può tradursi in un contributo ancora più qualificato alla definizione delle politiche industriali, economiche ed energetiche del Paese e dell’Unione europea.

Dalle aree industriali al credito: una piattaforma ampia

Il lavoro avviato dalle cinque Regioni non si limita a un singolo dossier.

Al contrario, l’agenda condivisa abbraccia alcuni dei principali nodi che riguardano oggi la competitività del sistema produttivo .

Tra i temi individuati ci sono innanzitutto le aree di accelerazione industriale, insieme agli strumenti territoriali come le Zone di Innovazione e Sviluppo (ZIS) e la Zona Logistica Semplificata (ZLS) e le Reti Innovative Regionali (RIR), il rafforzamento delle filiere industriali e le misure di sostegno agli investimenti.

L’obiettivo è capire come rendere più efficace l’utilizzo di questi strumenti, favorendo nuovi insediamenti, rafforzando quelli esistenti e creando condizioni più favorevoli per gli investimenti produttivi.

L’accesso al credito

Altro capitolo centrale è quello dell’accesso al credito.

Sul tavolo ci sono la moratoria dei mutui, il Fondo Centrale di Garanzia per le Pmi e, più in generale, gli strumenti necessari a garantire alle imprese condizioni di finanziamento adeguate in una fase nella quale costo del denaro, investimenti e transizione industriale sono strettamente collegati.

La questione riguarda soprattutto il tessuto delle piccole e medie imprese , che costituisce una parte essenziale delle filiere produttive del Nord.

Da qui anche l’attenzione alle certificazioni delle Pmi e delle filiere industriali, considerate uno degli strumenti attraverso cui rafforzare qualità, affidabilità e capacità competitiva delle imprese.

La sfida dopo il PNRR: innovazione, ricerca e talenti

Un altro terreno sul quale le cinque Regioni intendono coordinarsi è quello dell’innovazione.

Il tema è particolarmente rilevante per un territorio nel quale convivono grandi gruppi industriali, Pmi, università, centri di ricerca e filiere altamente specializzate.

La questione, dunque, non è soltanto quella di sostenere la nascita di nuove tecnologie , ma di riuscire a trasferirle concretamente nei processi produttivi, aumentando produttività e competitività delle imprese.

Un nuovo modello a sistema per essere competitivi anche nell’ attrarre e trattenere i talenti .

In questo quadro, la collaborazione tra le Regioni può assumere un valore politico preciso: evitare la frammentazione degli interventi e provare a costruire una massa critica sufficiente per competere con i grandi ecosistemi industriali europei.

Aiuti di Stato e dimensione d’impresa: il nodo delle regole europee

La partita non si gioca però soltanto sul terreno delle risorse.

Una parte decisiva riguarda infatti le regole.

Tra i temi individuati c’è la revisione del regime degli aiuti di Stato, a partire dal de minimis, insieme alla questione del dimensionamento delle imprese.

La possibilità di intervenire sulle imprese , sostenerne gli investimenti e accompagnarle nei processi di trasformazione dipende quindi anche dal quadro regolatorio europeo.

Per le cinque Regioni, il confronto con Bruxelles diventa inevitabilmente parte integrante della strategia.

Lo stesso vale per gli IPCEI (Fondo – Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo) di natura nazionale , strumenti attraverso i quali sostenere progetti strategici e tecnologicamente avanzati.

Anche in questo caso il coordinamento tra territori può servire a costruire proposte più forti e coerenti rispetto alle singole iniziative regionali.

Dal tavolo istituzionale al confronto con Confindustria

La novità politica più significativa del percorso è arrivata con il successivo incontro che ha coinvolto, oltre agli assessori delle Regioni, anche i direttori e i presidenti delle Confindustrie regionali.

Dunque anche la rappresentanza industriale , insieme alle istituzioni regionali, prova a costruire un’agenda comune.

Un confronto strutturato con Governo e Commissione europea

Le cinque Regioni hanno concordato di proseguire il lavoro con un prossimo incontro, previsto per il 23 ottobre a Milano in occasione del World Manufacturing Forum e di chiedere successivamente incontri specifici e congiunti con il Governo e con la Commissione europea.

Il ‘Decreto Imprese’ annunciato per ottobre potrà rappresentare una prima occasione utile per mettere a disposizione del Governo le proposte maturate nel lavoro comune delle cinque Regioni .







Scritto da: Paolo Croce

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