Ambiente e Territorio

Rifugio Baldiscio a Madesimo, crocevia fra Italia e Svizzera

today4 Settembre 2026

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Più di 100 persone hanno partecipato giovedì 3 settembre all’inaugurazione del Rifugio Baldiscio, affacciato sull’omonimo lago a 2.325 metri di quota, lungo uno dei collegamenti storici tra Valchiavenna, Mesolcina e Viamala.

Un traguardo importante per la Comunità Montana della Valchiavenna, che ha realizzato l’intervento nell’ambito del progetto Interreg Italia-Svizzera “ViVi 2.0 – Le Vie del Viandante.

Alla giornata hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni italiane e svizzere, amministratori del territorio, realtà del mondo della montagna e del turismo e diversi soggetti che hanno accompagnato il progetto, tra cui CAI Chiavenna e Vallespluga, Consorzio Forestale Boschi di Isola, Consorzio dell’Alpe Borghetto, Viamala Tourismus, Regione Lombardia, Comune di Mesocco, Comuni di Madesimo, Campodolcino e San Giacomo Filippo, Consorzio per la Promozione Turistica della Valchiavenna e Consorzio Turistico Madesimo.

La giornata si è aperta con gli interventi istituzionali e con le parole del Presidente della Comunità Montana della Valchiavenna: "Oggi possiamo dire che il Baldiscio è stata una scommessa vinta e l’inizio di un sentiero da percorrere insieme.

La Comunità Montana ha voluto che fosse un rifugio aperto a tutti coloro che frequentano e amano la montagna.

Perché tutti i rifugi sono anche casa, sia per l’alpinista esperto sia per l’escursionista: un posto sicuro, un luogo protetto. È una definizione del CAI, ma noi la sentiamo nostra.

Ognuno ha il suo rifugio del cuore e speriamo che il Baldiscio possa diventare il rifugio del cuore di tanti valchiavennaschi e turisti." La realizzazione della struttura si è sviluppata attraverso diverse fasi di intervento, coinvolgendo professionisti, imprese e realtà del territorio.

Un ruolo importante è stato svolto anche dall’Istituto Professionale Crotto Caurga di Chiavenna, che ha contribuito alla realizzazione degli arredi, e dal CAI Chiavenna, coinvolto nelle attività di realizzazione e a cui è stata affidata la gestione.

Il rifugio, che dispone di 18 posti letto ha aperto le porte per la prima volta ad agosto 2025 con la gestione di Luigi De Monti ed è pensato come punto di accoglienza per escursionisti e frequentatori della montagna.

Durante la stagione invernale garantisce inoltre una funzione di bivacco di sicurezza per alpinisti e scialpinisti esperti.

A rafforzare la possibilità di raggiungere e vivere quest’area contribuisce anche il percorso panoramico che dall’Alpe Piani raggiunge il Lago del Baldiscio, realizzato dalla Comunità Montana della Valchiavenna tramite il finanziamento di Regione Lombardia.

Pensato anche per la fruizione in mountain bike, il percorso si collega alla rete escursionistica e permette di creare un itinerario completo da Isola fino al Rifugio Baldiscio.

La scelta dei rifugisti Da quest’anno a raccogliere la sfida della gestione sono Margherita Aiesi e Luca Spreafico, che hanno scelto di vivere il Baldiscio e trasformarlo in un luogo di accoglienza e incontro. "Qui in rifugio il tempo funziona diversamente, le persone rallentano e i rapporti diventano più autentici.

Lavorando nella sostenibilità ambientale, passare del tempo in montagna mi ricorda concretamente perché faccio questo mestiere: ti mette davanti a ciò che vale davvero la pena preservare.

In un mondo che corre continuamente, il rifugio resta una piccola bolla in cui ritrovare misura, attenzione e umanità." Il Rifugio Baldiscio nell’ambito di Spluga Bianco L’inaugurazione del Rifugio Baldiscio si inserisce inoltre tra le attività del progetto Interreg Italia-Svizzera “Spluga Bianco”, di cui la Comunità Montana della Valchiavenna è capofila.

Avviato nel gennaio 2025, il progetto prosegue il consolidato percorso di cooperazione transfrontaliera tra Valchiavenna e territori svizzeri e punta alla valorizzazione della Vallespluga e del suo patrimonio paesaggistico, naturale e culturale, attraverso nuove opportunità di fruizione e forme di turismo più sostenibili.

Il Rifugio Baldiscio diventa così un ulteriore punto di una rete che mette in relazione territori italiani e svizzeri e che, attraverso progetti concreti, continua a costruire nuove opportunità per vivere e valorizzare la montagna.

Durante la cerimonia è stata posata una targa a ricordo di Giacomo Gallegioni, giovane con la passione della pesca tragicamente scomparso in montagna nell’agosto 2020, che amava profondamente questo luogo frequentato tante volte.

Fondamentale il ruolo del CAI come ricordato da Mauro Premerlani – CAI Chiavenna: "I volontari del CAI che hanno contribuito a completare il rifugio sono stati eccezionali, uniti dalla passione per la montagna e per questo luogo.

Il rifugio nasce da un’idea sviluppata insieme al Comune di Mesocco, con l’obiettivo di creare un percorso di alta via.

Grazie a questo intervento oggi Valchiavenna, Val Mesolcina e Viamala sono ancora più unite." Ulteriori interventi durante l’evento Mattia Ciocco – Sindaco di Mesocco "È bellissimo vedere la gente del nostro territorio mettere così tanto impegno e passione in un progetto così speciale.

Questi rifugi e questo passo sono uno spunto per legare ulteriormente i nostri territori e trovare le sinergie utili a dare valore alla nostra montagna." Cons.

Silvana Snider – Regione Lombardia "La Regione è molto vicina a questo territorio e, più in generale, alle aree montane.

Intendiamo continuare prima di tutto ad ascoltare i territori e a dare risposte concrete alla gente del posto, contribuendo a mantenere vivi questi luoghi." Cristian Vigne – Direttore ente Turistico Regionale del Moesano "Il rifugio rappresenta un ulteriore punto di accessibilità e rende possibile costruire un percorso turistico transfrontaliero di più giorni.

Per noi la realizzazione del rifugio è un tassello importante e siamo molto contenti di essere qui oggi, conoscere chi lo ha reso possibile e incontrare chi sta mettendo la propria energia per renderlo vivo." Dana Locher – Viamala Tourismus "Questo rifugio unisce due regioni transfrontaliere, due culture e tante persone che amano la montagna.

Grazie di cuore a tutti coloro che lo hanno reso possibile."







Scritto da: Paolo Croce

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