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ICON Xtreme Triathlon 2026: Simon Heiden e Vittoria Bergamini vincono a Livigno

today5 Settembre 2026

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ICON 26 @COZWORIKNG1

Livigno, 5 settembre 2026 – Prima dell’alba, quando gli atleti si sono tuffati nelle acque del Lago di Livigno, il paese era ancora immerso nel buio. Le fiamme, il ritmo dei tamburi e l’acqua scura hanno accompagnato la partenza della decima edizione di ICON Xtreme Triathlon, una delle prove più estreme dell’endurance mondiale e uno degli appuntamenti più spettacolari dello XTRI World Tour.

Oltre 200 partecipanti, arrivati da più di 40 Paesi, si sono ritrovati sulle rive del lago per affrontare una giornata costruita attorno alla fatica, alla montagna e alla capacità di spingersi oltre il proprio limite. Culture, lingue e storie sportive differenti si sono incontrate sulla stessa linea di partenza, accomunate dalla scelta di misurarsi con una delle sfide più dure del calendario internazionale.

ICON Xtreme Triathlon: una sfida tra lago e montagne

Nata nel 2016, la gara di Livigno fa oggi parte dello XTRI World Tour, il circuito che riunisce alcuni dei più prestigiosi extreme triathlon del mondo, dalle montagne della Norvegia alle vette dell’Himalaya, passando per Canada, Brasile, Colombia, Francia, Australia e altre destinazioni nelle quali il territorio diventa parte integrante della competizione.

In questo contesto, la prova di Livigno ha costruito negli anni una propria identità, legata alla quota, alla durezza del percorso e al rapporto diretto tra atleta e montagna.

Dopo i 3,8 chilometri di nuoto nel Lago di Livigno, la gara è entrata nella sua fase più lunga e impegnativa. I 195 chilometri della frazione ciclistica hanno portato gli atleti attraverso le Alpi, affrontando oltre 5.000 metri di dislivello positivo e una novità che ha reso ancora più dura la decima edizione: la doppia scalata del Passo dello Stelvio.

Per la prima volta nella storia della gara, gli atleti hanno affrontato due volte uno dei passi più celebri delle Alpi, salendo da Bormio e tornando poi ad affrontare lo Stelvio dal versante di Prato allo Stelvio dopo il giro di boa posizionato poco oltre Glorenza.

Una modifica che ha reso il percorso ancora più selettivo, aggiungendo circa 300 metri di dislivello positivo a una prova già costruita per portare al limite la resistenza fisica e mentale dei partecipanti.

Dopo la lunga frazione in bicicletta, la maratona conclusiva di 42,2 chilometri ha condotto gli atleti da Trepalle fino a Carosello 3000. Qui, a 3.000 metri di quota, si trova il traguardo più alto dell’intero XTRI World Tour.

Simon Heiden vince la decima edizione di ICON

A vincere l’edizione 2026 è stato il tedesco Simon Heiden, autore di una prestazione maiuscola e condotta interamente nelle prime posizioni, dalla frazione di nuoto fino all’allungo finale nella maratona.

Heiden ha chiuso la prova in 12:27:22, riuscendo a contenere il rientro del francese Victor Lemasson, del Brest Triathlon. Grazie a una straordinaria rimonta nella frazione ciclistica, Lemasson è riuscito a conquistare il secondo posto.

Terzo sul traguardo lo svizzero Meik Randegger, completando così un podio maschile dal forte carattere internazionale.

Vittoria Bergamini trionfa tra le donne

Tra le donne, il successo è andato all’azzurra Vittoria Bergamini, protagonista di una gara autorevole fin dalle prime bracciate.

Già nella frazione in acqua, Bergamini è riuscita a scavare un solco tra sé e le inseguitrici, mantenendo il vantaggio fino al traguardo di Carosello 3000. La vincitrice ha fermato il cronometro sul tempo di 14:52:13.

Seconda la tedesca Eva Dengler, prima delle inseguitrici, che non è però mai riuscita a mettere in discussione il primato dell’italiana. Il podio femminile è stato completato dalla francese Marion Lieury, ulteriore testimonianza della forte vocazione internazionale di ICON Xtreme Triathlon.

Diventare Icon: il significato del traguardo di Carosello 3000

Il podio racconta i vincitori, i tempi e le prestazioni. Il traguardo, invece, racconta qualcosa di diverso.

Chi completa l’intero percorso diventa automaticamente Icon. È questo uno degli elementi più trasformativi della gara: il valore dell’impresa non si misura soltanto dalla classifica, ma dalla capacità di arrivare fino in fondo dopo aver affrontato un viaggio fisico e spirituale nel quale ogni fase della competizione mette alla prova il corpo e la mente.

Per arrivare a Carosello 3000 servono mesi di preparazione, allenamento e sacrifici. Servono capacità fisiche e tecniche, ma anche la forza di continuare quando la fatica rende ogni chilometro più difficile del precedente.

E serve un support team, che accompagna ogni atleta lungo il percorso e condivide con lui decisioni, difficoltà e il momento del traguardo.

La vittoria appartiene a chi arriva primo; l’impresa appartiene a tutti coloro che riescono a raggiungere la vetta finale.

Forse è proprio questo il senso più autentico di ICON Xtreme Triathlon: scoprire sé stessi lungo più di dodici ore di fatica, dopo aver chiesto al proprio corpo e al proprio spirito qualcosa che, a prima vista, sembra irrazionale.

Un pellegrinaggio che comincia ancora prima della partenza, nel coraggio necessario per iscriversi e scegliere volontariamente una sfida che appare oltre misura. E che trova la propria risposta nell’istante in cui tutto finisce: il corpo esausto, la mente liberata, la gioia pura di avercela fatta.

Un momento insieme fisico e spirituale, nel quale la fatica si trasforma in una forma quasi assoluta di felicità. E, attraversando quel traguardo, un atleta diventa per sempre Icon.







Scritto da: Elena Botta

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