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Autonomia differenziata, la Lombardia dà il via libera alle intese con lo Stato: Calderoli soddisfatto, il Pd attacca

today11 Settembre 2026

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Il Consiglio regionale lombardo ha approvato la risoluzione che autorizza il presidente Attilio Fontana a sottoscrivere le intese con lo Stato. Quattro gli ambiti interessati: protezione civile, professioni, previdenza complementare e coordinamento della finanza pubblica in materia sanitaria. Il centrodestra esulta, il Pd: “Intesa lontana dalle promesse e senza risorse”.

Il via libera della Lombardia all’autonomia differenziata

La Lombardia compie un nuovo passo nel percorso verso l’autonomia differenziata. Il Consiglio regionale ha approvato ieri 10 settembre la risoluzione che autorizza il presidente Attilio Fontana a procedere verso la sottoscrizione delle intese con lo Stato, nell’ambito previsto dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.

La risoluzione riguarda quattro ambiti di competenza: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e, per quanto riguarda la tutela della salute, il coordinamento della finanza pubblica.

Per la maggioranza si tratta di un passaggio importante nel percorso verso una maggiore autonomia regionale. L’opposizione, invece, considera il risultato molto distante dalle aspettative maturate negli anni e contesta soprattutto la mancanza di nuove risorse.

Calderoli: “L’ultimo miglio è sempre più vicino”

A esprimere soddisfazione per il voto lombardo è stato il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, che ha definito l’approvazione un ulteriore passo verso il completamento del percorso.

“L’ultimo miglio è sempre più vicino”, ha dichiarato Calderoli, sottolineando come la Lombardia raggiunga così Veneto e Liguria nel percorso verso le intese con lo Stato.

Il ministro ha inoltre ricordato il referendum sull’autonomia del 2017 e il ruolo dell’allora presidente lombardo Roberto Maroni, al quale ha dedicato un pensiero commosso.

Ora l’attenzione si sposta sul Piemonte, il cui voto rappresenta, secondo Calderoli, il prossimo passaggio prima dell’approdo dei provvedimenti in Consiglio dei ministri e della successiva prosecuzione dell’iter parlamentare.

Autonomia differenziata: le quattro competenze richieste dalla Lombardia

Uno dei settori sui quali la maggioranza pone maggiore attenzione è la protezione civile. La proposta prevede per la Regione la possibilità di emanare ordinanze in deroga nelle emergenze di rilievo regionale.

In caso di emergenze nazionali che interessino il territorio lombardo, il presidente della Regione potrebbe inoltre assumere automaticamente il ruolo di commissario delegato. Sono previsti anche strumenti specifici per il reclutamento e la formazione del personale.

Per quanto riguarda le professioni, l’intesa comprende la disciplina delle professioni non ordinistiche di rilievo regionale e il riconoscimento delle qualifiche professionali possedute dai cittadini dell’Unione europea.

Sul fronte della previdenza complementare e integrativa, la Lombardia potrebbe promuovere forme regionali e disciplinarne gli aspetti organizzativi e operativi, anche attraverso specifiche convenzioni.

Particolarmente rilevante è poi il capitolo relativo alla sanità. La Regione potrebbe ottenere maggiore flessibilità nell’utilizzo delle risorse, intervenire sull’allocazione di fondi vincolati, individuare alcune tariffe di rimborso e remunerazione differenti da quelle nazionali e gestire autonomamente risorse destinate al patrimonio edilizio e tecnologico.

Prevista anche la possibilità di istituire e gestire fondi sanitari integrativi.

La maggioranza: “Più responsabilità e decisioni vicine ai territori”

La Lega considera il voto del Consiglio regionale un risultato atteso da anni. Il consigliere Giovanni Malanchini, primo firmatario della risoluzione, ha sottolineato le potenzialità dell’autonomia, in particolare per la gestione della sanità e delle emergenze.

Roberto Anelli ha invece evidenziato il valore delle nuove possibilità previste per la protezione civile, anche alla luce degli eventi calamitosi che hanno recentemente interessato il territorio lombardo.

Favorevole anche Forza Italia. Ivan Rota e Jonathan Lobati hanno definito il voto coerente con una visione liberale e sussidiaria dello Stato, ribadendo che l’autonomia differenziata non coincide con la secessione, ma rappresenta l’applicazione di un principio previsto dalla Costituzione.

Sulla stessa linea Fratelli d’Italia, con Alberto Mazzoleni e Michele Schiavi che hanno definito il passaggio fondamentale per avvicinare le decisioni ai cittadini. I due consiglieri hanno però sottolineato che le nuove responsabilità dovranno essere accompagnate dalle necessarie risorse umane, finanziarie e strumentali.

Il Pd: “Un’intesa lontana dalle promesse”

Duramente contrario il Partito Democratico, che considera il risultato molto distante dalle aspettative legate al referendum del 2017.

Davide Casati sostiene che si sia passati dalle 16 competenze inizialmente indicate alle quattro attuali, senza un corrispondente stanziamento di nuove risorse per i territori.

Il consigliere dem critica inoltre il coinvolgimento di Province, Comuni e dello stesso Consiglio regionale nel percorso negoziale e solleva dubbi soprattutto sulla parte relativa alla sanità, anche in relazione alla definizione dei Livelli essenziali di assistenza.

Critico anche Jacopo Scandella, che ha ricordato il proprio ruolo in Consiglio regionale già nel 2017, quando prese avvio l’iter sull’autonomia.

Secondo Scandella, dopo nove anni esisterebbe una forte distanza tra le aspettative di allora e il risultato raggiunto. Le competenze previste dall’intesa sarebbero, a suo giudizio, “marginali” e non accompagnate da risorse aggiuntive. Il consigliere dem contesta inoltre alla maggioranza di non aver sfruttato pienamente la possibilità di negoziare con un governo politicamente affine.

Cosa succede ora

Il voto del Consiglio regionale lombardo consente al presidente Attilio Fontana di proseguire il percorso verso le intese con lo Stato. Il prossimo passaggio indicato dal ministro Calderoli riguarda il Piemonte. Successivamente, l’iter dovrà proseguire in Consiglio dei ministri e quindi in Parlamento.

Il confronto politico sull’autonomia differenziata in Lombardia resta però aperto, con maggioranza e opposizione profondamente divise sia sulla portata delle nuove competenze sia sulla questione delle risorse necessarie per esercitarle.


 







Scritto da: Giuliano Padroni

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