Professioni sanitarie: + 17% le domande per l’ammissione ai corsi universitari in ambito sanitario, ma i concorsi pubblici in Valtellina registrano ancora basse adesioni. Puleri, FP CGIL: “Registriamo positivamente l’incremento in tutta Italia, ma in Valtellina dobbiamo fare di più”
Professioni sanitarie: + 17% le domande per l’ammissione ai corsi universitari in ambito sanitario ma i concorsi pubblici in Valtellina registrano ancora basse adesioni.
Puleri, FP CGIL: “Registriamo positivamente l’incremento, in tutta Italia, delle domande per l’ammissione ai test di accesso ai Corsi di Laurea dell’area delle professioni sanitarie ma per la sanità pubblica provinciale rimane il problema della bassa attrattività “.
Si sono appena svolti gli esami per l’ammissione ai 22 Corsi di Laurea per professioni sanitarie nelle università statali, per oltre 68.000 candidati che hanno presentato domanda su 33.958 posti a bando.
Per Leonardo Puleri, Segretario provinciale della FP CGIL “il primo dato positivo che emerge è quello relativo alla professione infermieristica, Corso di Laurea che raccoglie oltre il 54% delle domande presentate complessivamente, registrando una importante inversione di tendenza rispetto ai numeri dello scorso anno e che attesta un riavvicinamento dei giovani verso questa professione”.
Aggiunge ancora il Sindacalista di Via Torelli: “accanto al trend positivo per la formazione del personale sanitario del prossimo futuro, purtroppo la criticità di reclutamento di personale sanitario – in generale – e nello specifico del personale infermieristico da parte della nostra ASST conferma un trend negativo.
A giorni è prevista la prima prova del Concorso Pubblico per Infermiere a tempo indeterminato da destinare agli Ospedali di Comunità provinciali, ma che raccoglie solo 13 candidati ammessi alla procedura selettiva.
Un numero estremamente esiguo e che poco potrà costituire un reale contributo alla sanità pubblica di Sondrio, specie per gli Ospedali di Comunità, a gestione prevalentemente infermieristica”.
Tornando alla giornata di ieri dedicata ai test di ammissione, si registra, nelle 7 Università lombarde, un +18,5% rispetto al passato, rilevazione che permette, al netto delle attuali criticità e carenze, di guardare al futuro della Sanità con uno sguardo diverso.
“I risicati numeri di chi partecipa ai concorsi pubblici in sanità, tranne alcune eccezioni relative al personale sociosanitario, segnalano alcuni temi fondamentali sui quali è necessario una riflessione collettiva tra le Istituzioni e le forze sociali della nostra provincia: non basta l’ipotesi di un lavoro a tempo indeterminato per scegliere la Valtellina come luogo di vita professionale, serve investire sul tema delle soluzioni abitative a favore di personale proveniente da fuori provincia, che da tempo come CGIL e categoria sindacale, poniamo al centro del dibattito pubblico.
Come è noto, la ormai cronica carenza di personale sanitario e – in generale – di professionisti e lavoratori disponibili a trasferirsi in provincia sta determinando una condizione di collasso in diverse Amministrazioni pubbliche, e non solo, del territorio “.
Si tratta di un tema, quello della casa, che deve rappresentare, per tutti, una priorità.
“Portiamo un esempio di questi giorni di un territorio a noi vicino, dove Asst Lecco – sostiene Leonardo Puleri della Fp Cgil Sondrio – ha bandito un concorso pubblico per 100 infermieri che prevede la possibilità, per chi sarà assunto e risiede ad almeno 25 chilometri dalla sede di lavoro, di accedere a un progetto sperimentale che prevede l’assegnazione di sei posti letto presso un appartamento in loco”.
Nel nostro territorio – prosegue Puleri – molti professionisti che faticano a trovare alloggi sostenibili spesso rinunciano all’incarico poiché, ad oggi, tranne la Foresteria del P.O.
di Sondalo – peraltro per un tempo limitato – e alcune residuali opportunità abitative a prezzi calmierati, non possono contare su quelle opportunità che consentirebbero l’innesto di nuovo personale proveniente da altri territori”.
È chiaro l’appello della Fp Cgil, che si unisce a quello della Confederazione emerso di recente anche sulla stampa: “Senza una governance complessiva delle politiche abitative a livello provinciale unite ad istituti contrattuali incentrati su conciliazione vita-lavoro, part-time, flessibilità oraria, nidi aziendali, il rischio concreto è il depauperamento della tanto decantata “sanità di montagna”.
La politica, a tutti i livelli, deve intervenire urgentemente su aree distanti dai grandi centri e con forti criticità sul piano della mobilità e della rete del trasporto pubblico come la nostra provincia, per arrestare la graduale riduzione dei servizi pubblici essenziali oltre che il diritto alla salute della nostra comunità.
Servono incentivi, politiche abitative e il rilancio di un’attrattività che non c’è più
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