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La Valtellina diventa americana. È questo il volto assunto da Jazztellina nella parte conclusiva della sua prima edizione, con tre grandi sassofonisti statunitensi protagonisti degli appuntamenti di settembre.
A chiudere il cartellone è stato Michael Rosen, accolto da una presenza di pubblico straordinaria. L’ultimo appuntamento ha richiamato tantissime persone, confermando il crescente interesse costruito dalla rassegna durante tutta l’estate.
Il celebre sassofonista americano ha conquistato gli spettatori con il suo suono energico, raffinato e immediatamente riconoscibile, regalando una serata di jazz internazionale capace di coinvolgere tanto gli appassionati quanto il pubblico più ampio. Un successo che ha rappresentato il miglior finale possibile per Jazztellina 2026 e ha dimostrato come anche un piccolo paese possa diventare punto d’incontro per artisti di grande prestigio.
Prima di Rosen, il settembre americano del festival aveva già portato in Valtellina altri due interpreti di assoluto rilievo.
Il 10 settembre, a Tirano, Harry Allen aveva incantato il pubblico con il suo linguaggio elegante e profondamente legato alla grande tradizione dello swing. Due giorni più tardi, a Postalesio, era stata la volta di Jesse Davis, protagonista di una serata trascinante nel segno del bebop e della scuola jazzistica americana.
Tre sassofonisti, tre personalità differenti e un unico filo conduttore: avvicinare la Valtellina alla grande scena internazionale, trasformando settembre in un autentico viaggio nel jazz statunitense.
Da Polaggia alla Valtellina
Le radici di questo progetto si trovano a Polaggia, dove tutto ha avuto inizio con il Polaggia Jazz & Heritage Festival, ideato e diretto da Paolo Corraini.
È proprio dall’esperienza maturata nel borgo, dalla volontà di unire concerti di qualità, valorizzazione dei luoghi e coinvolgimento della comunità, che è nata l’idea di estendere la manifestazione all’intero territorio provinciale. Quello che inizialmente era un festival legato a Polaggia è così cresciuto fino a diventare Jazztellina: una rassegna diffusa, capace di mettere in dialogo più comuni attraverso la musica.
Polaggia rimane quindi il cuore originario del progetto, il luogo nel quale è stata sperimentata una formula destinata ad allargarsi progressivamente: portare grandi interpreti del jazz nei paesi della Valtellina, trasformando piazze, contrade e spazi storici in scenari musicali aperti a tutti.
Sotto la direzione artistica di Paolo Corraini, questa intuizione si è tradotta nel 2026 in un calendario articolato, costruito sull’incontro tra musicisti italiani e internazionali e sulla volontà di rendere il jazz uno strumento di promozione culturale e territoriale.
La rassegna ha ospitato Patrizia Conte, una delle voci più autorevoli del jazz italiano, e il trombettista americano Thomas Kirkpatrick, insieme ad artisti che rappresentano pagine importanti della storia jazzistica nazionale.
Ad Albosaggia è andato in scena il Lino Patruno Jazz Show, con Clive Riche, Paolo Tomelleri, Rudy Migliardi e Laura Fedele, in una serata dedicata allo swing, alla tradizione e alla storia del jazz. Il cartellone si è poi arricchito con le prestigiose presenze di Harry Allen, Jesse Davis e Michael Rosen, che hanno dato alla parte conclusiva del festival una forte impronta internazionale.
Ne è nato un programma fondato sull’incontro fra diverse generazioni e sensibilità musicali, ma soprattutto sulla scelta di portare il jazz fuori dai grandi centri, facendolo vivere nei paesi, nelle piazze e nei borghi della Valtellina.
Fin dalla sua nascita, infatti, Jazztellina ha voluto superare la semplice formula del concerto. Il progetto unisce jazz, territorio e sapori, utilizzando la musica come occasione per conoscere luoghi diversi della provincia di Sondrio e creare un rapporto diretto tra pubblico, artisti e realtà locali.
Tirano, Ardenno, Polaggia, Albosaggia e Postalesio hanno composto la geografia della prima edizione, con piazze, giardini e contrade trasformati in luoghi d’incontro attorno alla musica.
Accanto agli spettacoli, il coinvolgimento di attività, produttori e associazioni locali ha rafforzato l’identità di una manifestazione che interpreta il jazz anche come strumento di valorizzazione del territorio.
Il grande successo dell’appuntamento conclusivo con Michael Rosen non rappresenta quindi soltanto la fine del calendario 2026, ma il punto di partenza per una nuova fase.
Nel 2027 Jazztellina punta ad ampliare ulteriormente la propria dimensione, coinvolgendo nuovi territori, aumentando il numero degli appuntamenti e consolidando la presenza di grandi musicisti italiani e internazionali.
La prima edizione ha tracciato una strada precisa. Un percorso cominciato a Polaggia con il Polaggia Jazz & Heritage Festival e cresciuto fino ad abbracciare una parte sempre più ampia della provincia di Sondrio, dimostrando che è possibile costruire un ponte tra la Valtellina e la grande scena jazz mondiale.
Nel 2027, Jazztellina vuole diventare ancora più grande.
Scritto da: Giuliano Padroni