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Morbegno, chiusura notturna del PPI: la CGIL Sondrio contro i tagli alla sanità pubblica

today26 Ottobre 2026

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La CGIL di Sondrio esprime forte contrarietà alla chiusura notturna del Punto di primo intervento di Morbegno, prevista a partire da dicembre. Il sindacato denuncia un progressivo impoverimento della sanità pubblica provinciale e chiede investimenti, personale e servizi sanitari accessibili.

La chiusura notturna del Punto di primo intervento (PPI) di Morbegno, prevista dalle 20 alle 8 a partire dal mese di dicembre, suscita la preoccupazione e la netta contrarietà della CGIL di Sondrio, che denuncia l’ennesimo passo indietro per la sanità pubblica in provincia.

«Non si può continuare a ridurre i servizi e chiamarla riorganizzazione. Il territorio ha bisogno di investimenti, personale e presidi sanitari accessibili», sottolinea il sindacato, evidenziando le conseguenze che la decisione potrebbe avere sull’accessibilità alle cure, soprattutto nelle ore notturne.

PPI Morbegno, la CGIL: «Un altro passo indietro per la sanità pubblica»

Secondo la CGIL, la decisione rappresenta un ulteriore segnale del progressivo impoverimento della rete sanitaria provinciale.

«Mentre i cittadini chiedono servizi più vicini, accessibili ed efficienti, si riducono le possibilità di rivolgersi direttamente a un presidio sanitario, soprattutto nelle ore notturne».

Il sindacato richiama inoltre le peculiarità della Valtellina, un territorio montano caratterizzato da distanze significative e collegamenti non sempre agevoli, dove la presenza di strutture sanitarie territoriali costituisce un elemento fondamentale per garantire il diritto alla salute.

Automedica e accessi notturni: i dubbi del sindacato

La CGIL riconosce l’importanza dell’automedica con medico a bordo nella gestione delle emergenze, ma sottolinea come questa soluzione non possa essere considerata automaticamente equivalente alla presenza di un presidio sanitario aperto durante la notte.

Al centro delle osservazioni anche i dati relativi agli accessi notturni al PPI di Morbegno. Nel 2025, su 2.324 accessi registrati nelle ore notturne, soltanto 42 hanno comportato un ricovero.

Numeri che, secondo il sindacato, non possono rappresentare l’unico parametro per valutare l’utilità del servizio.

«Un presidio sanitario non si giudica soltanto dal numero di ricoveri, ma dalla capacità di rispondere ai bisogni di salute della popolazione».

Sanità in provincia di Sondrio, chiesti investimenti e servizi più efficienti

La sperimentazione annunciata dovrà, secondo la CGIL, garantire la presenza continuativa dell’automedica e del medico, un potenziamento effettivo dei servizi diurni e un monitoraggio trasparente dei risultati, coinvolgendo le rappresentanze sindacali e territoriali.

La questione, tuttavia, viene inserita in un quadro più ampio di progressivo ridimensionamento della sanità pubblica provinciale.

«Da tempo assistiamo a un progressivo ridimensionamento della sanità pubblica provinciale, da nord a sud, mentre servirebbero investimenti sul personale, sulle strutture e sulla medicina territoriale».

Per il sindacato, la riorganizzazione dei servizi non può tradursi in una riduzione delle possibilità di accesso alle cure, soprattutto per chi vive nelle aree montane e periferiche.

La CGIL chiede un confronto con ASST sulla chiusura del PPI

La CGIL di Sondrio, insieme alle categorie dei pensionati e del pubblico impiego, chiede che le decisioni in materia sanitaria mettano al centro le esigenze dei cittadini, anziché rispondere esclusivamente a necessità organizzative.

«Il nostro territorio ha bisogno di rafforzare la sanità pubblica, non di perdere ulteriori punti di riferimento. Meno servizi non significa necessariamente più efficienza».

Da qui la richiesta di un confronto con ASST per approfondire le conseguenze della riorganizzazione e rappresentare le preoccupazioni della popolazione.

«Attendiamo un confronto doveroso con ASST per meglio declinare le nostre posizioni e quelle dei cittadini, preoccupati e arrabbiati per l’ennesimo annunciato taglio alla sanità pubblica provinciale».

Per la CGIL, dunque, è necessario invertire la rotta e tornare a investire su strutture, personale e medicina territoriale, affinché il diritto alla salute sia garantito a tutti i cittadini della provincia di Sondrio.







Scritto da: Elena Botta

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