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Idroelettrico in Lombardia, concessione Codera-Ratti-Dongo: oltre 150 milioni di investimenti in 30 anni

today4 Novembre 2026 40

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La proposta di Edison prevede un aumento della produzione annua di energia superiore al 10% e il raddoppio dei canoni destinati ai territori, da 1,5 a 3,1 milioni di euro all’anno. L’assessore regionale Massimo Sertori: «Più efficienza energetica e investimenti su impianti e territori».

Oltre 150 milioni di euro di investimenti in 30 anni, una crescita della produzione annua di energia superiore al 10% e maggiori risorse economiche per i Comuni interessati. Sono i principali elementi dell’assegnazione provvisoria della concessione idroelettrica Codera-Ratti-Dongo, in Lombardia, che segna un passaggio importante nel percorso di riassegnazione delle concessioni regionali.

La graduatoria finale ha individuato come primo classificato Edison S.p.A., concessionario uscente e aggiudicatario provvisorio. La proposta presentata prevede un programma di investimenti complessivo superiore ai 150 milioni di euro nell’arco dei prossimi trent’anni, con interventi destinati a migliorare l’efficienza degli impianti e a sostenere i territori che ospitano le infrastrutture idroelettriche.

Centrali idroelettriche Codera-Ratti e Dongo: energia per 50.000 famiglie

La concessione riguarda due impianti: Codera-Ratti, con una potenza di 14,3 MW e concessione scaduta nel 2010, e Dongo, da 5,4 MW, la cui concessione è scaduta nel 2019.

Attualmente le due centrali producono complessivamente circa 150 milioni di chilowattora all’anno, una quantità di energia sufficiente a coprire il fabbisogno di circa 50.000 famiglie.

La proposta di Edison punta ad aumentare la producibilità annua complessiva di oltre il 10%, attraverso interventi mirati al miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti.

Un risultato che, secondo Regione Lombardia, assume particolare rilevanza anche per la stabilità della rete elettrica nazionale. L’idroelettrico rappresenta infatti una fonte rinnovabile programmabile, in grado di contribuire all’equilibrio del sistema energetico.

Investimenti idroelettrici: 97 milioni in più rispetto ai minimi previsti

Il piano presentato da Edison comprende 97 milioni di euro di investimenti aggiuntivi rispetto ai 57 milioni già stabiliti come investimento minimo dal bando.

Le risorse saranno destinate sia agli interventi sugli impianti sia alle compensazioni ambientali e territoriali a favore dei Comuni che ospitano le centrali e le opere di presa.

Nel periodo trentennale della concessione, il valore complessivo degli investimenti arriverà a quasi 8 milioni di euro per megawatt di potenza installata.

Canoni raddoppiati: più risorse per i territori montani

Tra gli aspetti più significativi dell’offerta economica c’è anche l’aumento delle risorse destinate ai territori. La proposta di Edison prevede infatti il raddoppio dei canoni annuali, che passeranno dagli attuali 1,5 milioni a 3,1 milioni di euro.

Un incremento che, nelle intenzioni della Regione, potrà contribuire a sostenere i Comuni montani, chiamati a far fronte a costi maggiori per l’erogazione dei servizi e alle difficoltà legate allo spopolamento.

«Se da un lato l’aumento dei canoni e delle compensazioni serve a coprire i maggiori costi dei servizi in montagna e a contrastare lo spopolamento, dall’altro gli investimenti previsti renderanno più efficienti gli impianti in questione, fondamentali per la rete elettrica nazionale», ha dichiarato Massimo Sertori, assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica.

Concessioni idroelettriche, la Regione rilancia la cosiddetta “quarta via”

La gara Codera-Ratti-Dongo rappresenta un passaggio significativo anche sul piano nazionale: si tratta infatti della prima procedura di gara nel settore idroelettrico in Italia arrivata alla fase di assegnazione provvisoria.

Sertori ha richiamato l’attenzione sulla complessità burocratica e sui tempi delle procedure selettive, appesantite anche dai numerosi contenziosi avviati dagli operatori e tuttora pendenti.

A sostegno delle proprie valutazioni, l’assessore ha richiamato anche la gara relativa alla concessione di Resio, attualmente sospesa per un contenzioso. In quel caso, a fronte di una potenza di 4,06 MW, le offerte presentate avevano previsto aumenti dei canoni fino a triplicare gli importi attuali.

Secondo Sertori, queste esperienze confermano l’opportunità di valutare la cosiddetta “quarta via”: un modello che affiancherebbe alle procedure ordinarie di gara la possibilità di una contrattazione diretta con il concessionario uscente.

La proposta comprende anche il meccanismo di hydro release, che prevede la cessione al Gestore dei servizi energetici (GSE) del 15% dell’energia prodotta, a un prezzo calmierato di 67 euro per megawattora, con l’obiettivo di sostenere le imprese locali.

La concessione Codera-Ratti-Dongo diventa così un caso di riferimento nel percorso di riassegnazione delle grandi derivazioni idroelettriche, con investimenti sugli impianti, maggiore produzione energetica e nuove risorse economiche per i territori montani.







Scritto da: Giuliano Padroni

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