Dopo le intimidazioni al Centro culturale islamico di Morbegno e le scritte antisemite comparse a Talamona, i sindacati chiedono rispetto, dialogo e coesione sociale. Davide Fumagalli e Cheikh Mbacke Lo: «Nessuno deve sentirsi dire di non essere il benvenuto a casa propria».
Un appello alla convivenza, al rispetto reciproco e alla coesione sociale dopo gli episodi di intimidazione e odio registrati a Morbegno e Talamona. A lanciarlo sono CISL Sondrio e ANOLF Sondrio, che intervengono a qualche giorno dai fatti per richiamare l’attenzione sul rischio che la paura e la diffidenza verso chi è percepito come diverso finiscano per dividere le comunità della provincia.
A Morbegno, all’ingresso del Centro culturale islamico, erano stati lasciati un lenzuolo con la scritta «Non siete più i benvenuti» e una testa di maiale. A Talamona, lungo via Roma, erano invece comparse svastiche e scritte antisemite, tra cui messaggi che inneggiavano alla morte degli ebrei.
Per CISL e ANOLF non si tratta di episodi da sottovalutare. Le organizzazioni esprimono solidarietà alle comunità coinvolte e fiducia nel lavoro degli inquirenti, sottolineando la gravità di gesti che colpiscono non soltanto i luoghi di culto, ma anche le persone che vivono e lavorano da anni sul territorio.
Morbegno e Talamona, la condanna di CISL e ANOLF contro odio e discriminazione
Nel loro intervento, le due organizzazioni sindacali evidenziano come questi fatti si inseriscano in un clima sociale che rischia di diventare sempre più divisivo, nel quale lo straniero viene ancora considerato come una presenza temporanea e non come parte integrante della comunità.
Una realtà che, secondo CISL e ANOLF, non corrisponde alla vita quotidiana della provincia: le persone di origine straniera lavorano nelle aziende, abitano nei paesi e crescono i propri figli accanto alle famiglie italiane. Molte di loro hanno anche acquisito la cittadinanza italiana.
Le organizzazioni ricordano inoltre il diritto di ciascuno a conservare la propria cultura, lingua e religione, nel rispetto dei diritti e dei doveri riconosciuti dalla Costituzione. Un principio che richiama anche la storia degli italiani e dei tanti valtellinesi emigrati all’estero, che hanno portato con sé tradizioni e identità, diventando parte delle comunità che li hanno accolti.
Lavoro e integrazione, il ruolo del sindacato in provincia di Sondrio
Un esempio concreto di convivenza, sottolineano CISL e ANOLF, si trova proprio nei luoghi di lavoro della provincia. Fabbriche, cantieri, aziende agricole e servizi sono contesti nei quali lavoratori italiani e stranieri condividono contratti, rappresentanza sindacale e battaglie per la tutela dei diritti.
È in queste esperienze quotidiane che l’integrazione diventa concreta, attraverso il rispetto e la solidarietà tra persone che contribuiscono insieme alla vita economica e sociale del territorio.
Da qui l’appello rivolto a istituzioni, associazioni, comunità religiose e forze politiche: non utilizzare episodi come quelli di Morbegno e Talamona per alimentare divisioni, ma impegnarsi attivamente per favorire il dialogo, affrontare i conflitti e rafforzare una cultura della convivenza.
Davide Fumagalli: «Un lenzuolo non decide chi è benvenuto a Morbegno»
A ribadire il messaggio è Davide Fumagalli, segretario generale della CISL Sondrio: «Un lenzuolo appeso nella notte non decide chi è benvenuto a Morbegno. Lo decidono ogni giorno le persone che lavorano, crescono i figli e costruiscono insieme questa comunità, nel rispetto delle stesse leggi».
Un richiamo alla vita quotidiana dei paesi e al contributo di chi, indipendentemente dalle proprie origini, partecipa alla crescita del territorio.
Cheikh Mbacke Lo: «Le comunità straniere sono parte viva della provincia»
Sulla stessa linea Cheikh Mbacke Lo, presidente di ANOLF Sondrio, che sottolinea il ruolo delle comunità di origine straniera nella società locale.
«Le comunità di origine straniera sono parte viva di questa provincia. Sono cittadini e lavoratori che condividono le stesse regole e lo stesso futuro», afferma.
Lo richiama inoltre l’articolo 3 della Costituzione italiana, che sancisce il principio della pari dignità sociale senza distinzione di religione. ANOLF, aggiunge, intende rafforzare il proprio impegno sul territorio attraverso iniziative di dialogo e conoscenza reciproca, per consolidare la coesione sociale.
L’appello al territorio: più dialogo e occasioni di incontro
CISL Sondrio e ANOLF Sondrio si dichiarano disponibili a collaborare con amministrazioni comunali, comunità religiose e associazioni per promuovere momenti di confronto e conoscenza tra le diverse realtà presenti in provincia.
L’obiettivo è impedire che la diffidenza si trasformi in una frattura permanente tra persone che vivono negli stessi paesi e lavorano nelle stesse aziende.
Il messaggio conclusivo delle due organizzazioni è chiaro: la convivenza si costruisce insieme, valorizzando la storia di un territorio segnato anche dall’emigrazione e i principi costituzionali che garantiscono libertà e pari dignità. Perché, a Morbegno come nel resto della provincia di Sondrio, nessuno debba più sentirsi dire di non essere il benvenuto a casa propria.
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