Confartigianato Imprese Sondrio lancia l’allarme sui costi energetici per le aziende di Valtellina e Valchiavenna. Le simulazioni evidenziano aumenti particolarmente pesanti per legno-arredo, meccanica e lavorazione dei metalli. Il presidente Gionni Gritti: «Risorse sottratte agli investimenti, all’innovazione e alla crescita delle nostre aziende».
Tornano a salire i costi dell’energia e per le micro e piccole imprese si prospetta una nuova stagione di difficoltà. A ottobre 2026 le quotazioni delle materie prime energetiche hanno registrato un aumento del 10,8% rispetto al mese precedente, oltre il doppio rispetto al +4,2% rilevato a settembre.
A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Sondrio, sulla base dei dati elaborati da Confartigianato e CEnPI – Confartigianato Energia. Il caro energia rischia di incidere pesantemente sulla competitività delle aziende valtellinesi e valchiavennasche, già chiamate a confrontarsi con i costi legati alla posizione montana del territorio.
Elettricità più cara della media europea: Lombardia penalizzata
Il quadro italiano risulta particolarmente critico nel confronto con gli altri Paesi europei. Secondo i dati diffusi da Confartigianato, le micro e piccole imprese italiane pagano l’elettricità il 22,1% in più rispetto alla media dell’Unione europea.
L’extracosto complessivo stimato a livello nazionale raggiunge i 4,6 miliardi di euro. La Lombardia è la regione maggiormente penalizzata, con un aggravio di circa 870 milioni di euro.
Una situazione che riguarda da vicino anche la provincia di Sondrio, dove l’artigianato costituisce una componente importante del tessuto economico, con oltre 4.000 imprese attive, pari a quasi un terzo del sistema imprenditoriale provinciale.
Bollette in aumento per legno-arredo, meccanica e lavorazione dei metalli
Le simulazioni elaborate da CEnPI su alcune tipologie di imprese artigiane lombarde mostrano rincari significativi rispetto al 2025, con conseguenze potenziali anche per le attività della Valtellina e della Valchiavenna.
Per una piccola impresa del settore legno-arredo, con consumi annui pari a 60.000 kWh, la bolletta elettrica di ottobre registra un aumento del 51,2%, con un maggior costo annuale stimato in circa 3.800 euro.
Ancora più pesante l’impatto per il comparto meccanico: l’incremento dell’elettricità arriva al 51,5%, con oltre 5.000 euro di maggiori costi annui. Per le attività di trattamento dei metalli la crescita raggiunge il 53,7%, con un aggravio superiore ai 40.000 euro all’anno.
Sul fronte del gas, le simulazioni indicano aumenti fino al 70,6% per le lavorazioni dei metalli e del 46,6% per quelle delle carni.
Gionni Gritti: «A rischio investimenti e competitività delle imprese»
A sottolineare le ricadute sul sistema economico provinciale è Gionni Gritti, presidente di Confartigianato Imprese Sondrio.
«I dati più recenti della Camera di Commercio ci dicono che l’artigianato provinciale è vivo e continua a crescere, con oltre 4.000 imprese attive che rappresentano quasi un terzo del nostro sistema imprenditoriale. Non possiamo permettere che nuovi e pesanti rincari energetici finiscano per frenare questa vitalità. Molte aziende lavorano con margini contenuti e commesse già definite, senza la possibilità di trasferire gli aumenti sui prezzi finali. Significa sottrarre risorse agli investimenti, all’innovazione e all’occupazione», afferma Gritti.
Secondo l’associazione, le difficoltà sono ancora più evidenti in un territorio montano come quello valtellinese e valchiavennasco. Ai rincari energetici si aggiungono infatti maggiori costi logistici e criticità infrastrutturali, fattori che rischiano di ampliare ulteriormente il divario competitivo delle imprese locali.
Efficienza energetica e comunità rinnovabili per contenere i costi
Accanto alla richiesta di interventi strutturali per ridurre il costo dell’energia, Confartigianato richiama l’importanza degli investimenti in efficienza energetica, autoproduzione e fonti rinnovabili.
In questa direzione si inserisce anche l’attività dell’associazione per promuovere le Comunità Energetiche Rinnovabili, attraverso l’esperienza di SO.CER. L’obiettivo è favorire modelli di produzione e condivisione dell’energia a vantaggio delle imprese e del territorio.
«L’efficienza energetica e l’autoproduzione sono scelte sempre più strategiche, ma le piccole imprese devono essere messe nelle condizioni di affrontare questi investimenti. Servono strumenti accessibili, incentivi stabili e una politica energetica che garantisca maggiore competitività alle nostre aziende», conclude Gritti.
Energia, qualche segnale positivo dalle quotazioni per il 2027
Un primo elemento incoraggiante arriva dalle prospettive dei mercati energetici: le quotazioni per il 2027 sono recentemente diminuite del 4% per l’elettricità e del 5% per il gas.
Un andamento che, secondo Confartigianato, non cancella però le difficoltà immediate delle imprese. Per le aziende artigiane resta quindi centrale la necessità di contenere i costi energetici e di individuare soluzioni strutturali per tutelare investimenti, occupazione e competitività.
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