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Fiamma Olimpica a Livigno: una comunità in festa tra Passo d’Eira, Trepalle e il Fan Village

today31 Gennaio 2026

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Fiamma olimpica Giovanni Levi 14

Quando la Fiamma Olimpica ha fatto il suo ingresso a Livigno, nel tardo pomeriggio, è apparso subito chiaro che non si trattava soltanto di un passaggio simbolico, ma di un momento capace di restituire l’identità più autentica della località. Un’intera comunità si è riconosciuta in quella luce viva, accompagnata dal passo dei trenta tedofori scelti per rappresentare il legame profondo tra sport, persone e territorio.

Il percorso della Fiamma tra Passo d’Eira e Trepalle

La staffetta ha raggiunto il Passo d’Eira e Trepalle, abbracciando tutto il territorio, accompagnata dal Corpo Musicale di Livigno. Qui la Fiamma è stata spostata in motoslitta fino all’iconico aereo militare di Mottolino, dove ha potuto proseguire il viaggio in parapendio, offrendo immagini di grande impatto fino all’atterraggio presso il Livigno Snow Park.

Questo potente simbolo ha attraversato il paese come un racconto collettivo, fatto di sguardi, applausi e silenzi carichi di significato, fino a raggiungere il Fan Village in zona Isola, cuore pulsante della celebrazione.

Il Fan Village di Isola e i saluti istituzionali

Al Fan Village, il pomeriggio si è aperto con un momento di narrazione e memoria, attraverso immagini e contenuti dedicati alla Fiamma Olimpica e al suo significato nel cammino verso i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

A seguire, i saluti istituzionali hanno sottolineato il valore condiviso dell’evento, ricordando come a Livigno lo sport sia parte integrante della vita quotidiana e del sentire comune.

Con l’arrivo della Fiaccola, lo spirito Olimpico diventa patrimonio della comunità
(Credit: Livigno Next)

L’arrivo dell’ultimo tedoforo e lo spettacolo pirotecnico

Con il calare della sera, l’atmosfera si è fatta sempre più intensa. La musica e la partecipazione del pubblico hanno accompagnato l’attesa fino all’arrivo dell’ultimo tedoforo, accolto da una piazza raccolta e profondamente coinvolta.

Un istante sospeso, denso di emozione, culminato nello spettacolo pirotecnico che ha illuminato il cielo di Livigno, suggellando una giornata destinata a lasciare un segno duraturo.

I tedofori simbolo della comunità livignasca

Il cuore simbolico dell’evento è stato il volto umano della staffetta: trenta storie diverse, unite da una visione comune. Tra i tedofori, tre figure emblematiche della comunità:

  • Clemente Silvestri, che da anni interpreta lo sport come linguaggio educativo

  • Mario Melazzini, che vive la montagna come spazio di salute e armonia

  • Giovanbattista Ceresa, medico e sportivo, riferimento per una comunità che riconosce nel movimento uno stile di vita

Insieme, hanno incarnato il senso più profondo della staffetta olimpica: condividere un bene prezioso affinché diventi patrimonio di tutti.

Livigno e lo sport 365 giorni l’anno

La giornata del 30 gennaio è stata molto più di un evento celebrativo: è stata una dichiarazione d’identità. Livigno ha mostrato ancora una volta di essere una comunità che vive di sport tutto l’anno, capace di accogliere tanto i grandi campioni quanto le storie quotidiane di chi la montagna la abita e la custodisce.

In questo contesto, il passaggio della Fiamma Olimpica rappresenta il suggello di un percorso iniziato decenni fa, generazione dopo generazione.

Verso Milano Cortina 2026

Ora, con la Fiamma Olimpica che ha lasciato il paese in direzione dello Stadio San Siro, resta un’energia nuova e tangibile. Un sentimento condiviso che accompagnerà Livigno negli ultimi giorni di avvicinamento ai Giochi, quando queste stesse montagne diventeranno teatro delle competizioni di freestyle e snowboard.

Perché se la Fiamma prosegue il suo percorso, lo spirito olimpico qui ha messo radici. E a Livigno, da oggi, brucia più vivo che mai.







Scritto da: Elena Botta

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