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Roccia della Sassella, al via il rilievo archeologico: nasce il progetto del Parco delle incisioni rupestri tra Sondrio e Castione

today31 Luglio 2026 53

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Al via la prima campagna di rilievo archeologico della Roccia della Sassella. Università di Milano, Soprintendenza e proprietà collaborano per valorizzare uno dei più importanti siti di arte rupestre della Valtellina.

Iniziato il rilievo archeologico della Roccia della Sassella

Ha preso ufficialmente il via la prima campagna di rilievo sistematico della Roccia della Sassella, uno dei più importanti siti di arte rupestre della Valtellina, destinato a diventare un nuovo punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio archeologico del territorio.

Le attività sono coordinate dall’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Sondrio e Varese, sotto la direzione scientifica di Dario Sigari, ricercatore del Dipartimento di Beni culturali e ambientali.

La Roccia della Sassella: un patrimonio archeologico scoperto nel 2011

Scoperta nel 2011, la Roccia della Sassella rappresenta una delle testimonianze più significative dell’arte rupestre valtellinese.

Gli interventi di pulizia e scavo effettuati tra il 2024 e il 2025 hanno riportato alla luce nuove superfici incise, facendo emergere un ricco patrimonio composto da figure antropomorfe stilizzate, impronte di piedi e numerosi altri simboli, attribuibili prevalentemente all’Età del Ferro.

La campagna di rilievo attualmente in corso consentirà di documentare in modo completo le incisioni, ricostruire le diverse fasi di frequentazione del sito e approfondire le conoscenze scientifiche su uno dei complessi archeologici più rilevanti della provincia di Sondrio.

Il progetto di valorizzazione promosso dall’ingegnere Sergio Schena

L’iniziativa rientra in un più ampio programma di recupero e valorizzazione promosso dal proprietario dell’area, l’ingegner Sergio Schena, sviluppato in stretta collaborazione con la Soprintendenza.

Il progetto prevede:

  • la sistemazione e la messa in sicurezza del percorso di accesso;
  • la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione;
  • l’installazione di pannelli informativi;
  • la progressiva apertura del sito alle visite pubbliche.

L’obiettivo è trasformare la Roccia della Sassella in un luogo fruibile dal pubblico, nel pieno rispetto della tutela archeologica.

Verso il Parco delle incisioni rupestri tra Sondrio e Castione Andevenno

L’ambizione del progetto guarda oltre il singolo sito.

L’intento condiviso tra Università, Soprintendenza, proprietà privata ed enti locali è quello di dare vita a un Parco delle incisioni rupestri capace di collegare la Roccia della Sassella con la grande roccia incisa della Ganda di Castione Andevenno e con gli altri siti archeologici presenti lungo il versante tra Sondrio e Castione.

Un percorso culturale e paesaggistico che valorizzerebbe un territorio dove convivono testimonianze preistoriche, terrazzamenti vitati, antichi edifici rurali e secoli di trasformazioni operate dall’uomo.

L’assessore Fratta: “Un patrimonio da conoscere e valorizzare”

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore alla Cultura del Comune di Sondrio, Marcella Fratta, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa.

L’assessore ha ringraziato il professor Dario Sigari e il Dipartimento dell’Università degli Studi di Milano per l’impegno nel rendere fruibile in sicurezza un’importante testimonianza storica del territorio, evidenziando come lo studio scientifico rappresenti uno strumento fondamentale per far conoscere questo patrimonio sia ai cittadini sia ai turisti.

Ricerca, formazione universitaria e valorizzazione del territorio

La campagna di rilievo proseguirà fino all’8 agosto e coinvolge anche numerosi studenti universitari italiani e stranieri.

Secondo il coordinatore scientifico Dario Sigari, gli obiettivi principali del progetto sono tre:

  • costruire un quadro scientifico organico dell’arte rupestre valtellinese attraverso uno studio sistematico;
  • sviluppare attività didattiche coinvolgendo studenti dell’Università degli Studi di Milano e di altri atenei europei;
  • promuovere la conoscenza e la valorizzazione di un patrimonio archeologico unico.

Sigari ha inoltre evidenziato come il successo dell’iniziativa sia frutto della collaborazione tra Università, Soprintendenza, proprietà privata, Comune di Sondrio, Musei Civici e Parco delle Orobie Valtellinesi, un modello condiviso che punta a trasformare la ricerca scientifica in un’opportunità concreta di crescita culturale e turistica per l’intero territorio valtellinese.







Scritto da: Giuliano Padroni

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