Valchiavenna. Coordinamento Pedagogico Territoriale, al via il quarto anno di attività: al centro qualità educativa, disabilità e carenza di figure educative nei servizi socio educativi e socio assistenziali.
CHIAVENNA – Ha preso avvio la quarta annualità del Coordinamento Pedagogico Territoriale e
del Comitato Locale della Valchiavenna, organismo di governance previsto dal D.
Lgs.
N. 65
del 13 aprile 2017, istitutivo del Sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita
sino ai sei anni.
Un percorso che, come ricorda la Presidente del Coordinamento Pedagogico Territoriale della
Valchiavenna, Letizia Fascendini, si inserisce pienamente nel quadro normativo nazionale.
“Il Sistema integrato zerosei, come definito dall’art. 4 del Decreto 65/2017 e dalle successive
Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei adottate con D.M. 334/2021, non è una
semplice sommatoria di servizi, ma un progetto educativo unitario – spiega la Presidente
Fascendini – I suoi focus sono chiari: garantire il diritto di ogni bambina e di ogni bambino ad
un’educazione di qualità, superare la frammentazione tra servizi educativi 0-3 e scuole
dell’infanzia 3-6, assicurare continuità del percorso educativo, promuovere la formazione
permanente del personale e, aspetto per noi fondamentale, ridurre e minimizzare le
disuguaglianze di accesso determinate da condizioni sociali, culturali ed economiche, come
richiamato dall’art. 8 del Decreto”.
È proprio sul principio della qualità educativa intesa come equità che si innesta la
programmazione del nuovo anno.
Il focus 2026: disabilità, psicomotricità e riconoscimento precoce:
“Nel corso delle annualità precedenti, il Coordinamento ha condotto un’approfondita attività
di mappatura e analisi dei bisogni educativi presenti nelle istituzioni scolastiche ed educative
del territorio, con particolare attenzione alle figure di supporto, educatori e docenti di
sostegno – prosegue la Presidente Fascendini – Per l’annualità in corso, abbiamo ritenuto
doveroso passare dalla fase conoscitiva ad una fase operativa, ponendo al centro dell’azione i
bambini con disabilità e con bisogni educativi speciali”.
Due le direttrici di intervento approvate dal Coordinamento:
1.
Alta formazione congiunta sulla psicomotricità.
Verrà attivato un percorso formativo
gratuito, rivolto a tutto il personale docente ed educativo della Valchiavenna, tenuto da una
professionista specializzata nel settore. “Riteniamo che la dimensione della consapevolezza
corporea e della padronanza fisico-spaziale rappresenti un presupposto imprescindibile per
lo sviluppo armonico del bambino nella fascia 0-6 – sottolinea Fascendini – Un ambito su cui
è oggi necessario porre una rinnovata e qualificata attenzione pedagogica, attraverso una
formazione che coniughi solide basi teoriche e laboratori pratici”.
2.
Percorso informativo sul riconoscimento precoce dell’ADHD.
Sarà promosso un momento
di approfondimento e sensibilizzazione, aperto al personale scolastico e alle famiglie,
finalizzato a fornire strumenti conoscitivi utili per cogliere precocemente i segnali indicatori e
per attivare tempestivamente percorsi di supporto e di rete con i servizi specialistici.
Rete sovra-territoriale e riflessione sulla carenza di educatori L-19
Elemento qualificante della nuova annualità è il consolidamento della rete sovra-territoriale.
“La collaborazione con gli ambiti territoriali limitrofi non è una novità di quest’anno, ma un
percorso di confronto e cooperazione già avviato da alcune annualità – precisa la Presidente
Fascendini – Ciò che abbiamo inteso fare per questa annualità è coinvolgere in maniera
mirata e strutturata gli altri territori, in particolare gli ambiti di Morbegno e dell’Alto Lario e i
rispettivi Coordinamenti Pedagogici Territoriali”.
A tal fine è stato creato un tavolo con i CPT Alto Lario e Morbegno che ha coinvolto diverse
figure di amministrazione Locale tra cui i Presidenti delle Province di Sondrio e Como, i
Presidenti delle Comunità Montane di Morbegno, Chiavenna e Alto Lario e L’ Onorevole
Silvana Snider.
“Abbiamo ritenuto indispensabile promuovere una riflessione condivisa e di più ampio
respiro, di natura progettuale nata dal lavoro del CPT Valchiavenna, finalizzata ad individuare
possibili soluzioni che possano condurre a risultati maggiormente concreti – afferma
Fascendini – L’obiettivo è porre al centro dell’agenda istituzionale una criticità che, in qualità
di Coordinamento Pedagogico Territoriale, viviamo quotidianamente come frame di lavoro e
che incide direttamente sulla qualità del Sistema integrato”.
La criticità a cui fa riferimento la Presidente è la grave e ormai strutturale carenza di figure
educative in possesso della Laurea L-19 in Scienze dell’Educazione e della Formazione,
profilo dell’educatore professionale socio-pedagogico.
“Non si tratta di una problematica circoscritta al solo contesto scolastico, sebbene la
carenza di educatori di sostegno laureati sia particolarmente evidente – chiarisce la
Presidente Fascendini – È un fenomeno di carattere sistemico e trasversale, che interessa
l’intera filiera dei servizi alla persona: le Residenze Sanitarie Assistenziali, le Residenze
Sanitarie per Disabili, le comunità educative per minori, i centri diurni, i servizi domiciliari, i
servizi per le dipendenze e per l’inclusione sociale.
Ovunque l’ordinamento preveda la figura
dell’educatore professionale socio-pedagogico, oggi si registra una oggettiva difficoltà di
reperimento”.
Un fenomeno, sottolinea il Coordinamento, di portata nazionale, ma che richiede risposte a
partire dalle realtà territoriali di piccole dimensioni, dove la progettazione di comunità può
risultare più efficace .
Nell’immediato futuro dovremmo porre il focus su un ulteriore riflessione: la crescente
difficoltà nel reperire mediatori culturali e linguistici, figura essenziale per garantire l’effettiva
inclusione e il diritto all’educazione di cui all’art. 3 del Sistema integrato.
Il Coordinamento Pedagogico Territoriale della Valchiavenna conferma infine la propria
funzione di supporto alla governance locale, continuando a vagliare proposte progettuali di
professionisti dell’educazione, ad offrire attività di orientamento alle famiglie e ai Comuni,
anche limitrofi, in merito alla corretta applicazione delle Linee pedagogiche per il sistema
integrato zerosei e all’utilizzo dei fondi statali 0-6, finalizzati in particolare al potenziamento e
all’apertura di nuovi servizi educativi per la fascia 0-3 anni.
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