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+++”INUTILE ILLUDERSI DI RIAVERE LA SANITA’ VALTELLINESE DI 10, 20 O 30 ANNI FA”+++

today11 Agosto 2022 1069 3

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Di seguito il comunicato del sindacato dei medici e dirigenti aderenti al sindacato ANAAO-ASSOMED


“In queste settimane le polemiche sulla sanità valtellinese sono tornate più forti che mai,
avendo come bersaglio anche i sindacati dei medici e dirigenti sanitari, a cominciare da
ANAAO-ASSOMED che di essi è il più rappresentativo.

SIAMO TECNICI, NON POLITICI
Proviamo per l’ennesima volta a contribuire alla riflessione con una unica fondamentale
premessa: siamo tecnici e non politici, quindi abbiamo le competenze necessarie per
curare e immaginare una sanità a prova di scienza e tutto questo senza dover cercare
voti.
Senza questa premessa è inutile il confronto, perché la palla finirebbe subito in tribuna.
Ciò premesso teniamo particolarmente a ribadire i seguenti punti:


1. Nessuno ha mai detto o scritto che l’ospedale di Sondalo vada chiuso, ma certamente
la sanità valtellinese non può replicare quella di 10, 20 o, peggio, 30 anni fa. I bisogni sono
radicalmente cambiati e nessuno lo dice (basta guardare la variazione dell’indice di
vecchiaia o di natalità negli ultimi 20 anni) ma senza bambini i punti nascita a basso
volume sono pericolosi e le pediatrie impossibili da mantenere.
Continuare a chiedere servizi ospedalieri senza avere cognizioni di causa serve solo a
illudere i cittadini.

2. Servono servizi territoriali, tanto più in una provincia a bassa densità abitativa, e
nessuno ne parla, se non la Moratti quando inaugura case di comunità senza personale.
Si cambia semplicemente la targa sulla porta alla presenza di uno stuolo di sindaci
plaudenti ma senza un’idea di cosa ci debba essere dentro queste strutture.
Ma, si sa, inaugurare serve a prendere voti.


3. Le alte specialità in un bacino come la provincia di Sondrio sono totalmente insostenibili
se divise tra due presidi; tutti lo sanno ma nessuno lo dice, tranne i medici che devono
garantire i servizi.

MANCANO PROGETTI CHIARI
Ecco spiegate le fughe: quando non ci sono progetti chiari la gente se ne va, stanca di
rimbalzare tra un ospedale e l’altro.


4. L’idea di una rinnovata autonomia per il Morelli limiterebbe ulteriormente la sua
attrattività perché non potrebbe garantire i volumi necessari per la medicina e la chirurgia
moderne.
Tutti lo sanno ma nessuno lo dice tra chi deve prendere i voti.
Noi lo diciamo perché siamo professionisti della salute e vogliamo che i pazienti siano
curati al meglio e nel posto giusto.
Queste cose i sindaci non le possono sapere anche se fanno finta di saperle, aiutati in
questo da qualche sedicente esperto in malafede.
Solo le sinergie e la rete possono salvare la sanità di montagna, come tutta la sanità
regionale, anche se la politica lombarda non guarda in questa direzione.


5. Regione Lombardia gioca una partita ambigua, perché conosce la insostenibilità delle
scelte fatte ma si arrabbia con noi quando facciamo ricorso al TAR perché ha azzoppato il
tentativo di creare un DEA di II livello in valle, pur di dar retta a qualche sindaco geloso
della storia del proprio ospedale, una storia che non è destinata a ripetersi.

In conclusione noi ripetiamo che siamo per la sanità pubblica, sostenibile ed efficace, per
la cura tempestiva ed efficiente dei cittadini che hanno un bisogno urgente o emergente.
Siamo per ospedali adeguati ai territori e ai tempi che viviamo, senza dimenticare la
medicina di base che va profondamente rivista e ristrutturata. Non siamo per la gelosia di campanile e la rivalità cittadina, non ci interessano e ripetiamo che impostare le cose in questo modo può far guadagnare qualche voto ma fa perdere servizi ai cittadini.
Siamo disponibili al confronto, ma non siamo in grado di mentire”.


Dr. Stefano Magnone, Segretario Regionale
Dr. Michele Piavanini Segretario Aziendale ASST Valtellina ed Alto Lario
Dr.ssa Elisabetta Vitali Vicesegratario Vicario Aziendale ASST Valtellina ed Alto Lario







Written by: Redazione

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