Cresce l’attesa per il debutto olimpico dello sci alpinismo alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, in programma sulla storica pista Stelvio di Bormio. A poche settimane dall’evento, appassionati e tecnici dell’Alta Valtellina intervengono con una riflessione che supera ogni logica territoriale e pone al centro un principio fondamentale: il merito sportivo oggettivo.
Oltre il campanilismo: contano specializzazione e risultati
L’Alta Valtellina e Bormio rappresentano una culla storica dello sci alpinismo internazionale, avendo dato origine a numerosi atleti di livello mondiale. Tuttavia, la scelta degli atleti per il palcoscenico olimpico, secondo i promotori della nota, deve basarsi su criteri chiari e misurabili.
Il format olimpico – che prevede esclusivamente Sprint e Staffetta Mista (Mixed Relay) – è infatti profondamente diverso dalle competizioni tradizionali. Si tratta di specialità autonome, che richiedono caratteristiche specifiche e una preparazione mirata.
Il cronometro come unico parametro di selezione
Nel contesto olimpico, il concetto di merito non può essere legato alla carriera passata, ma deve fondarsi su tempi e piazzamenti ottenuti nelle ultime due stagioni. Le analisi statistiche evidenziano come alcuni atleti, tra cui Nicolò Canclini e Giulia Murada, abbiano mostrato una particolare continuità e competitività proprio nel formato Sprint, quello che assegnerà le medaglie ai Giochi.
Lo stesso principio vale per la Mixed Relay, dove la velocità individuale incide in modo determinante sul risultato finale di squadra. Premiare chi eccelle oggi in queste specialità significa rispettare pienamente lo spirito olimpico e massimizzare le possibilità dell’Italia di essere competitiva ai massimi livelli.
“Il nostro non è un appello per un atleta o per l’altro,” sottolineano i promotori della nota. “Tutti i nostri campioni locali sono motivo di orgoglio. Ma proprio perché amiamo questo sport, chiediamo che a decidere sia solo ed esclusivamente il cronometro. Scegliere chi ha dimostrato oggi di essere più veloce in questo specifico formato significa dare all’Italia la miglior chance di medaglia e dare ai giovani un segnale chiaro: nello sport contano i risultati attuali e la specializzazione.”
Un messaggio costruttivo alla Federazione
L’auspicio finale è che la Direzione Tecnica federale possa accogliere questo contributo come uno spunto costruttivo. La pista Stelvio di Bormio, simbolo dello sci alpino mondiale, è da sempre sinonimo di trasparenza e meritocrazia.
Schierare la formazione più performante nelle discipline Sprint e Staffetta Mista rappresenterebbe non solo una scelta tecnica, ma anche un messaggio forte in vista di Milano-Cortina 2026: un’Olimpiade fondata sul talento, sulla specializzazione e sulla giustizia sportiva.
Firmato: Appassionati e tecnici dello Sci Alpinismo dell’Alta Valtellina
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