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Valanghe in Lombardia: come valutare il grado di pericolo secondo Arpa Lombardia

today5 Marzo 2026 45

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Bollettino Neve e Valanghe, nivologi e prevenzione: le regole per muoversi in sicurezza in montagna

Nelle ultime settimane sulle montagne della Lombardia si sono verificate diverse valanghe. Ma come si può frequentare l’ambiente innevato in sicurezza? A rispondere è ARPA Lombardia, attraverso le parole di Matteo Fioletti, coordinatore del Centro Neve e Valanghe dell’Agenzia.


Bollettino Neve e Valanghe: lo strumento fondamentale per la sicurezza

Il principale punto di riferimento è il Bollettino Neve e Valanghe di Arpa Lombardia, aggiornato periodicamente e consultabile online.

All’interno del bollettino non si trova solo il noto grado di pericolo valanghe, ma anche informazioni fondamentali per una corretta pianificazione dell’uscita:

  • Problemi nivologici presenti

  • Esposizioni critiche dei pendii

  • Dimensioni delle valanghe attese

  • Analisi della stabilità del manto nevoso

“Il grado di pericolo – spiega Fioletti – non è l’unico elemento su cui basarsi. Serve una valutazione completa, anche a microscala, del singolo pendio”.


Grado di pericolo valanghe: cosa significa davvero

La scala europea del pericolo valanghe prevede 5 livelli (da 1 debole a 5 molto forte) con crescita esponenziale del rischio.

Il passaggio da un grado all’altro comporta un aumento significativo della probabilità di distacco:

  • Con grado 2 (moderato) i pendii pericolosi sono alcuni

  • Con grado 3 (marcato) i pendii a rischio sono molti e l’itinerario deve evitare tratti ripidi

La Lombardia è suddivisa in 12 aree geografiche omogenee per caratteristiche meteorologiche, nivologiche e orografiche, su cui viene effettuata una valutazione media ponderata.


Non basta il “semaforo verde”: esperienza e preparazione sono decisive

Un errore comune è affidarsi esclusivamente al numero indicato nel bollettino.

Anche con condizioni apparentemente favorevoli, è fondamentale:

  • Mantenere distanze di sicurezza su pendii ripidi

  • Leggere correttamente le pendenze

  • Evitare trappole morfologiche

  • Valutare se un itinerario è già stato tracciato o meno

In alternativa, è consigliabile affidarsi a persone più esperte o a professionisti della montagna.


Come nasce il Bollettino Neve e Valanghe

Dietro ogni bollettino lavorano i nivologi, tecnici specializzati che analizzano:

  • Dati nivologici raccolti sul territorio

  • Modelli matematici di simulazione della stratigrafia del manto nevoso

  • Scenari meteorologici previsti

Un lavoro complesso che richiede equilibrio tra scienza, esperienza e capacità interpretativa, con l’obiettivo di informare senza creare allarmismi.


Temperature rigide e ghiacciate: il rischio non scompare

Le recenti gelate non garantiscono automaticamente stabilità. La sicurezza dipende dall’intera stratigrafia del manto nevoso, non solo dagli strati superficiali.

Strati deboli profondi possono persistere per mesi e favorire distacchi improvvisi. In questa stagione, ad esempio, alla base del manto nevoso è presente uno strato di cristalli ricostruiti che può compromettere la stabilità complessiva.


Prevenzione in montagna: non esiste il rischio zero

La parola chiave resta prevenzione.

Secondo i dati riportati dagli esperti, il 70% degli incidenti in valanga è causato da una scelta errata dell’itinerario rispetto al grado di pericolo.

Una corretta pianificazione, lo studio del bollettino e la valutazione delle condizioni locali sono fondamentali per ridurre il rischio.

 







Scritto da: Giuliano Padroni

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