C’è un momento, in ogni viaggio, in cui la meta smette di essere un luogo e diventa esperienza condivisa. È quello che è accaduto ad Albosaggia durante il viaggio a Roma, tra le pietre millenarie della capitale e la dimensione spirituale del Vaticano.
Non si è trattato di una semplice gita, ma di un vero progetto di inclusione sociale promosso dalla Fondazione Albosaggia insieme ai giovani di SpaH.
Un viaggio inclusivo tra generazioni e storie diverse
A partecipare al viaggio a Roma non sono stati soltanto ragazzi con disabilità e operatori, ma anche membri dell’associazione anziani e cittadini del paese.
Una scelta chiara: costruire una comunità inclusiva reale, dove l’esperienza viene condivisa senza barriere.
Tra i partecipanti:
il sindaco Graziano Murada
la presidente Ornella Forza
il direttore Paolo Messina
educatori e giovani di SpaH
Un gruppo eterogeneo unito da un unico obiettivo: vivere insieme.
L’incontro con Papa Leone XIV: il cuore del viaggio
Il momento più intenso del viaggio è stata l’udienza con Papa Leone XIV, un evento carico di significato emotivo e simbolico.
Non solo un incontro istituzionale, ma un’esperienza capace di generare connessione e senso di appartenenza.
Particolarmente significativo il gesto della consegna di una mitria, simbolo di devozione e identità comunitaria.
“Ogni gesto, ogni emozione e ogni sguardo del Santo Padre hanno reso questo incontro indelebile…”
Un momento che ha lasciato un segno profondo nella comunità di Albosaggia.
Roma e Vaticano: un viaggio vissuto con lentezza
Durante il soggiorno, il gruppo ha visitato alcuni dei luoghi più iconici di Roma e del Vaticano:
Basilica di San Pietro
palazzi vaticani
centro storico di Roma
Ma senza la frenesia del turismo classico.
Il viaggio è stato costruito su un ritmo lento, rispettoso delle esigenze di tutti, trasformando ogni tappa in un’esperienza autentica.
Inclusione reale: nessuno resta indietro
Il valore più potente di questo viaggio inclusivo è stato proprio questo: nessuno è rimasto indietro.
I giovani di SpaH non sono stati spettatori, ma protagonisti attivi di un racconto collettivo.
Ogni partecipante ha trovato il proprio spazio, contribuendo a costruire una comunità viva e coesa.
Albosaggia a Roma: molto più di un pellegrinaggio
Roma è stata lo sfondo.
Il vero viaggio è stato quello della comunità di Albosaggia, capace di trasformare un pellegrinaggio in un’esperienza di identità, appartenenza e inclusione.
Un modello concreto di turismo inclusivo e partecipazione sociale che può diventare esempio per molti altri territori.
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