Un momento simbolico ma tutt’altro che formale: diventare maggiorenni significa entrare davvero nella società. È da qui che è partita la cerimonia organizzata dal Comune di Sondrio per i ragazzi nati nel 2007, che hanno compiuto 18 anni nel 2025.
Questa mattina, nella Sala Succetti di Confartigianato Imprese, una cinquantina di giovani ha partecipato all’incontro con il sindaco Marco Scaramellini, gli assessori Raffaella Volpatti e Maurizio Piasini e il consigliere Luigi Proietti, insieme ai rappresentanti delle associazioni Avis, Aido e Admo.
Diritti, doveri e cittadinanza attiva
Il messaggio è stato chiaro: essere maggiorenni non è solo una questione anagrafica.
Il sindaco Scaramellini ha invitato i ragazzi a prendere consapevolezza del proprio ruolo: «Diventare cittadini significa contribuire al bene della comunità».
Durante l’incontro è stato illustrato anche il funzionamento del Comune, dai Consigli comunali alla Giunta, fino all’app “Vivi Sondrio”, pensata per informare i cittadini e raccogliere segnalazioni.
L’assessore Volpatti ha richiamato i principi fondamentali della Costituzione, soffermandosi su diritti essenziali come la salute e il voto, definito come un dovere civico oltre che un diritto.
Il consigliere Proietti ha puntato sull’azione concreta: ascoltare, collaborare, partecipare. Essere cittadini attivi significa non stare a guardare.
Il valore del dono e della solidarietà
Uno dei momenti più forti è arrivato con gli interventi delle associazioni Avis, Aido e Admo.
Non teoria, ma realtà: il dono salva vite.
Particolarmente toccante la testimonianza di una ragazza guarita dalla leucemia grazie a un trapianto di midollo osseo ricevuto a 13 anni. Una storia che ha dato un peso reale alle parole “solidarietà” e “responsabilità”.
La consegna della Costituzione e del Tricolore
La cerimonia si è conclusa con un gesto concreto e simbolico: la consegna ai ragazzi di un kit contenente la Costituzione (donata da Regione Lombardia), lo Statuto regionale, la bandiera italiana e un opuscolo del Senato.
Dopo l’inno di Mameli, i giovani sono stati chiamati uno a uno a ricevere il pacchetto, confezionato con nastro tricolore.
Sui loro volti, più emozione che formalità.
Perché sì, oggi qualcuno gliel’ha detto chiaramente: non siete più spettatori.
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