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Mille Miglia, Lucio De Mori racconta la corsa più bella del mondo al Panathlon di Sondrio

today22 Maggio 2026 20

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Una storia lunga quasi un secolo, capace ancora oggi di attraversare il tempo senza perdere fascino. La Mille Miglia, definita da Enzo Ferrari “la corsa più bella del mondo”, continua infatti ad attirare equipaggi da ogni parte del pianeta, trasformando le strade italiane in un vero museo viaggiante a cielo aperto.

Proprio alla storica competizione è stata dedicata la conviviale di maggio del Panathlon Club di Sondrio, che ha ospitato il Direttore di gara Lucio De Mori, figura di riferimento del motorsport italiano, presentato dal Presidente Luigi Azzalini.

“È stato difficile condensare il suo curriculum”, ha commentato Azzalini introducendo l’ospite. De Mori, oltre ad essere Presidente dell’Automobile Club, è infatti direttore di gara di alcune delle competizioni più prestigiose al mondo, tra cui anche la Parigi-Dakar.

“Spero di riuscire a trasmettere quello che provo facendo ciò che amo di più”, ha spiegato De Mori all’inizio del suo intervento. “Mi considero fortunato perché ho trasformato la mia passione nel mio lavoro. Ai giovani cerco sempre di insegnare ciò che ho imparato, perché credo che per diventare davvero bravi servano esempio, sacrificio e dedizione”.

Dietro il fascino romantico delle auto storiche e delle carrozzerie leggendarie, esiste però un’enorme macchina organizzativa spesso invisibile al pubblico. “C’è un team enorme che coordino personalmente – ha raccontato – perché una manifestazione del genere richiede precisione assoluta. La Mille Miglia unisce tecnica, logistica e bellezza paesaggistica in un modo unico al mondo”.

La corsa, nata nel 1927 come gara di velocità e trasformata dal 1958 in competizione di regolarità per auto storiche, attraversa infatti alcuni degli scorci più iconici d’Italia, da Brescia a Roma e ritorno, mantenendo vivo il tracciato storico che ha reso leggendaria la manifestazione.

“L’anno prossimo celebreremo i 100 anni della Mille Miglia – ha sottolineato De Mori – e vedere ancora oggi migliaia di persone entusiaste lungo le strade è qualcosa di incredibile”.

Un successo che si traduce anche nei numeri: circa 600 partecipanti, il 70% dei quali stranieri, con equipaggi provenienti soprattutto da Stati Uniti, Australia e Nord Europa.

Fondamentale, per la riuscita dell’evento, è anche il lavoro di formazione di centinaia di collaboratori e volontari: “Coinvolgiamo professionisti e appassionati da tutta Italia. È un equilibrio delicato, perché servono competenze tecniche ma anche autentica passione”.

Durante la serata si è parlato anche dell’aspetto più umano e sociale della Mille Miglia, capace di entrare nelle scuole, nelle case di riposo e nell’immaginario collettivo italiano, diventando molto più di una semplice competizione automobilistica.

De Mori ha poi ricordato come, dopo il tragico incidente del 1957, le gare di velocità su strada siano state interrotte, portando alla trasformazione della Mille Miglia in gara di regolarità: una disciplina che richiede concentrazione estrema e precisione millimetrica.

“Durante le prove cronometrate si arriva a calcolare persino il centesimo di secondo”, ha spiegato. “Lo scorso anno il vincitore ha sbagliato di appena due millesimi. È qualcosa che richiede abilità incredibile”.

Quest’anno la Mille Miglia partirà l’8 giugno con 440 auto d’epoca impegnate in un percorso di oltre 2000 chilometri, suddiviso in cinque tappe da 300 a 500 chilometri ciascuna, affrontate spesso in oltre 14 ore di guida quotidiana.

“Guidare mezzi storici per distanze così lunghe è già impegnativo di per sé – ha concluso De Mori – farlo anche gareggiando rende tutto ancora più affascinante”.

Nel corso della conviviale il Panathlon Club ha inoltre ricordato con commozione il socio Attilio Fumagalli, scomparso proprio nella giornata dell’incontro.







Scritto da: Elena Botta

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