La situazione del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Sondrio è al centro di una dura denuncia sindacale. A sollevare il caso è Marco Paganoni, che punta i riflettori su una carenza strutturale cronica di personale, automezzi inadeguati e sulle promesse non mantenute per il territorio dopo i grandi eventi olimpici.
Carenza di organico al 40% e straordinari insufficienti
Il quadro delineato evidenzia numeri allarmanti per la sicurezza della provincia di Sondrio:
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Pianta organica prevista: 74 unità.
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Personale attualmente presente: solo 46 operatori qualificati.
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Scopertura: 28 unità mancanti, pari a quasi il 40% in meno rispetto al fabbisogno standard.
A fronte di questa voragine nell’organico, la Direzione Regionale Lombardia ha assegnato (alla data del 23 giugno) appena 800 ore di lavoro straordinario, un quantitativo definito del tutto insufficiente per coprire le turnazioni e garantire una risposta tempestiva alle emergenze.
Le criticità colpiscono duramente anche il personale operativo non qualificato e il settore tecnico-amministrativo.
Mezzi di soccorso ridotti e dotazioni obsolete
Non è solo il personale a soffrire la carenza di risorse. Gravi problemi vengono segnalati anche per quanto riguarda la logistica, le dotazioni di servizio e il parco automezzi:
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Autoscale e piattaforme: Storicamente il comando di Sondrio poteva contare su 3 autoscale e 1 piattaforma antincendio. Oggi questi mezzi vengono sistematicamente sottratti e dirottati altrove, lasciando il comando provinciale con un’unica autoscala disponibile.
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Mezzi leggeri: Si registra una forte carenza di veicoli agili e veloci per gli interventi di prima necessità sul territorio montano.
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Soccorso fluviale: I gommoni impiegati per il soccorso sul fiume Adda risalgono addirittura agli anni ’90, risultando ormai obsoleti per gli standard operativi moderni.
Il “dopo Olimpiadi”: quale lascito per il territorio?
La denuncia si chiude con una riflessione amara sul reale impatto economico e strutturale lasciato dai grandi eventi sul territorio provinciale. Nonostante le sfide affrontate per le Olimpiadi, la provincia di Sondrio si ritrova oggi a fare i conti con un presidio di soccorso pubblico in forte affanno, privato delle risorse minime necessarie per operare in sicurezza.