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ETS, Campanari: «Necessaria una profonda revisione del meccanismo»

today10 Luglio 2026 14

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Marco Campanari 1

Il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Marco Campanari, si unisce all’appello di Confindustria e delle associazioni industriali di Francia e Germania per una profonda revisione del meccanismo ETS, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO₂.

Campanari coordina anche il Gruppo di lavoro Better Regulation e Semplificazione Normativa, istituito nell’ambito del Gruppo Tecnico Europa di Confindustria nazionale.

L’appello di Confindustria, BDI e Medef

Con una dichiarazione congiunta, Confindustria, la tedesca BDI e la francese Medef hanno chiesto alla presidente della Commissione europea una profonda revisione del meccanismo ETS.

Secondo le tre associazioni industriali, le regole del mercato europeo della CO₂ devono essere maggiormente aderenti alla realtà dell’industria e tenere conto delle tecnologie effettivamente disponibili, dei costi sostenuti dalle imprese, delle infrastrutture esistenti e della concorrenza internazionale.

Campanari: «L’ETS va ridimensionato e semplificato»

«Il meccanismo ETS rientra in quel pesante e invasivo sistema di sovrastrutture regolatorie che la Commissione europea, inefficiente su molti fronti ma efficientissima nel produrre una marea di normative bizzarre, ha costruito negli anni recenti. Sovrastrutture che condizionano pesantemente il mondo dell’industria europea e italiana in particolare», evidenzia il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Marco Campanari.

«Un meccanismo, quello dell’ETS, che in linea generale, visti i danni che sta producendo, andrebbe immediatamente sospeso sine die e che, come minimo, deve essere rapidamente ridimensionato e semplificato», prosegue Campanari.

Per il presidente, la revisione del meccanismo ETS dovrebbe essere guidata da un principio semplice: «Coniugare l’attenzione alle politiche climatiche con la salvaguardia dell’industria europea che, ricordo, seppure sembri paradossale doverlo ricordare, garantisce il benessere delle nostre comunità».

Le critiche al Green Deal europeo

Campanari interviene anche sulle conseguenze delle politiche europee legate alla transizione ecologica e sul loro impatto sulle filiere produttive.

«L’Unione europea ha già dato più volte dimostrazione di saper creare impalcature che mettono a rischio intere filiere industriali e il Green Deal ne è una prova lampante: una politica industriale incompatibile con la realtà manifatturiera europea, estrema, ideologica e dannosa, incapace di ottenere i risultati prefissati ma, nel contempo, capace di produrre enormi danni sociali», afferma.

ETS, costi energetici e competitività delle imprese

Uno degli aspetti più critici riguarda l’effetto del sistema ETS sui costi dell’energia sostenuti dalle aziende.

«L’ETS, per giunta, incide sensibilmente perfino sul prezzo dell’energia elettrica, penalizzando proprio chi ha investito nella decarbonizzazione», sottolinea Campanari.

La revisione del meccanismo viene considerata ancora più urgente alla luce delle tensioni geopolitiche e dei prezzi energetici, che continuano a rappresentare uno dei principali ostacoli alla competitività delle imprese europee.

«A maggior ragione, in un momento nel quale non mancano le tensioni geopolitiche e i costi energetici si confermano come un grande ostacolo alla competitività delle nostre imprese, l’opportunità di intervenire in modo deciso con modifiche di questo meccanismo non può rischiare di diventare un’occasione persa», aggiunge.

L’appello alla Commissione europea

Confindustria Lecco e Sondrio auspica quindi che la Commissione europea accolga rapidamente la richiesta avanzata congiuntamente dalle associazioni industriali italiane, tedesche e francesi.

«Confidiamo che l’appello congiunto di Confindustria, BDI e Medef, risultato della tenacia con cui Confindustria e il Governo italiano hanno portato avanti in questi anni questa battaglia di buonsenso, venga recepito senza ritardi, come un ultimo suono della campana prima che sia irrimediabilmente troppo tardi», conclude il presidente Marco Campanari.







Scritto da: Elena Botta

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